Schizofrenia

Schizofrenia

Con il termine schizofrenia si indicano una serie di quadri clinici a evoluzione cronica di una stessa malattia mentale, caratterizzati dalla presenza di disturbi del pensiero (deliri e allucinazioni) e dal progressivo deterioramento della personalità. La schizofrenia è una patologia mentale che interferisce con la capacità della persona di riconoscere ciò che è reale, di gestire le emozioni, di pensare in modo chiaro, di dare giudizi e di comunicare.
L'insorgenza della schizofrenia si verifica nella adolescenza o nella prima giovinezza, di solito intorno ai 20 anni. Ha un’eziopatogenesi multifattoriale, dovuta a fattori genetici, ambientali, psicologici ma anche fattori biochimici, neuropatologici e fattori endocrinologici.
Il decorso clinico consta di tre fasi: la fase prodromica, la fase attiva e la fase residua, con una prognosi per il 30-50% dei pazienti che può essere definita buona o sufficientemente buona.

Durante la prima fase (fase prodromica), le modifiche più importanti riguardano la sfera relazionale e sociale per cui la persona può ridurre i contatti interpersonali, può peggiorare le proprie performance scolastiche o lavorative e può smettere di impegnarsi in attività come hobby o volontariato. Essa può, inoltre, apparire senza obiettivi, sempre più eccentrica e demotivata.                                                                                            La fase prodromica è caratterizzata da: isolamento sociale, idee strane o bizzarre, aumento della paranoia o mettere in discussione le motivazioni degli altri , diventare più emotivi, ostilità o diffidenza, dipendenza da droghe o alcol, mancanza di motivazione, modifica dell’eloquio, risate inappropriate, insonnia o dormire troppo, deterioramento nell’ aspetto e nell'igiene personale. Alla fase prodromica segue una fase attiva i cui sintomi si dividono in tre grandi categorie: sintomi positivi, sintomi negativi e sintomi cognitivi.

Sintomi positivi

• Le allucinazioni sono percezioni in assenza dello stimolo sensoriale. In altre parole possono rappresentare rumori, voci, odori, visioni, sensazioni tattili o gustative “private” non percepite da altre persone nelle medesime condizioni. Le allucinazioni uditive a contenuto spesso minaccioso od offensivo rappresentano la forma più frequente nella Schizofrenia.

• I deliri sono false convinzioni che non fanno parte della cultura della persona, sono idee che non corrispondono alla realtà e basate su un’interpretazione errata delle percezioni e dell’esperienza. I pazienti, ad esempio, possono credere di essere qualcun altro, come un famoso personaggio storico, oppure possono essere convinti che gli altri tramino o agiscano contro di loro.

• I Disturbi formali del pensiero intaccano la sequenza logica di costruzione di un periodo e possono compromettere la capacità comunicativa fino alla incomunicabilità

• I Disturbi del comportamento vanno dalla agitazione al blocco psicomotorio (catatonia). Frequenti sono inoltre atteggiamenti bizzarri che tengono in scarsa considerazione le le norme e le convenzioni sociali.

Sintomi negativi

I sintomi negativi tendono alla cronicizzazione e rispondono meno alle terapie farmacologiche. La definizione di “negativi” attiene alla perdita di funzioni precedentemente integre. Vengono considerati sintomi negativi: l’appiattimento affettivo (riduzione della partecipazione emotiva agli eventi), l’alogia (povertà dell’eloquio), l’abulia (mancanza di energia, iniziativa o interesse).

Sintomi cognitivi

I sintomi cognitivi sono particolarmente invalidanti e possono determinare deficit di comprensione, memoria, giudizio, ragionamento, attenzione, concentrazione.
Infine segue la fase residuale che risulta simile alla fase prodromica, ma in cui sono più evidenti l’appiattimento affettivo ed il ritiro sociale.
La terapia della schizofrenia si fonda sull’utilizzo di farmaci antipsicotici, psicoterapia ed interventi di riabilitazione psicosociale.