Disturbo da attacchi di panico

Disturbo da attacchi di panico

Il disturbo da attacchi di panico (DAP) è caratterizzato dalla presenza di attacchi di panico ossia di periodi di intensa paura o sofferenza accompagnati da sintomi somatici o cognitivi, ricorrenti (almeno due), improvvisi, di durata limitata nel tempo (durano da pochi minuti a mezz’ora o più), che raggiungono il picco massimo dopo 10 minuti dalla comparsa dei sintomi, seguiti da un periodo di almeno un mese in cui l’individuo resta preoccupato dell’eventualità di un altro attacco e delle possibili conseguenze sulla propria salute.
Esso comporta limitazioni dell’autonomia del soggetto e, se non riconosciuto e trattato, il disturbo di panico può essere devastante; le recidive, infatti, comportano una serie di complicanze invalidanti come specifiche paure irrazionali (fobie), agorafobia, evitamento di situazioni sociali, depressione, peggioramento sul lavoro o a scuola , ideazione suicidaria, predisposizione ad abuso di alcool o sostanze.
Il disturbo da attacchi di panico può riscontrarsi negli adulti, negli adolescenti e nei bambini. Le donne ne sono affette più degli uomini ed anche se non ci sono cause specifiche per gli attacchi di panico esso è inteso come il risultato di una combinazione di vulnerabilità biologica, personalità e fattori ambientali come fattori di stress sociali, oltre a fattori ereditari.
Il DAP si caratterizza per lo sviluppo improvviso (abitualmente entro 10 minuti) del seguente corteo sintomatologico: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia; sudorazione; tremori fini o a grandi scosse; dispnea o sensazione di soffocamento; dolore o fastidio al petto; nausea o disturbi addominali; sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento; derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi); paura di perdere il controllo o di impazzire; paura di morire; parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio); brividi o vampate di calore. Tali sintomi raramente compaiono tutti insieme e frequentemente giungono all’osservazione di specialisti in cardiologia o determinano accesso presso i Pronto Soccorsi ospedalieri per la notevole capacità di mimare patologie cardiovascolari.
Una combinazione di psicoterapia e farmaci produce buoni risultati nel trattamento del disturbo di panico. Un trattamento appropriato per il disturbo di panico può prevenire gli attacchi di panico o almeno ridurne la gravità e la frequenza, recando un significativo sollievo nel 70% - 90% delle persone con tale disturbo. Più del 18% delle persone non trattate tende a recidivare in meno di due anni. Dal punto vista psicofarmacologico esiste una varietà di trattamenti disponibili per controllare gli attacchi di panico, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e le benzodiazepine, mentre appare sempre indicato un percorso psicoterapeutico teso alla ridefinizione delle dinamiche inconsce e dei tratti personologici che sottendono tale disagio.