Depressione

Depressione

I Disturbi Depressivi sono uno dei più comuni disturbi psichici. Si calcola che colpiscano almeno il 10% della popolazione, prevalentemente donne, appartenenti a classi sociali più abbienti e carenti di relazioni intime.
Essi rientrano, insieme ai Disturbi Bipolari, nei cosiddetti Disturbi dell’Umore.
Il disturbo depressivo maggiore è una condizione clinica caratterizzata dalla tonalità depressiva dell’umore, dalla riduzione o perdita degli interessi e dalla riduzione o perdita del piacere nelle attività quotidiane in modo costante e per un periodo di almeno 2 settimane.
Esso ha una eziologia multifattoriale ed è caratterizzato da una significativa base ereditaria; può esordire ad ogni età, ma la media si colloca attorno ai 25 anni, con una tendenza a un esordio sempre più precoce nelle ultime generazioni in quanto fattori di evoluzione sociale e culturale influiscono, notevolmente, sul suo esordio.
La durata del disturbo depressivo maggiore varia da un minimo di 3 mesi (nei pazienti sottoposti a trattamento) ad un massimo di 13 mesi, durante i quali vi è un concreto rischio suicidario, aumentato dalla comorbilità con il disturbo da attacchi di panico, dall’uso di sostanze, o dalla presenza di sintomi quali deliri, allucinazioni, insonnia, ansia e anedonia.
I sintomi della depressione impattano l’area dell’umore (tristezza, perdita di interesse o piacere per le abituali attività), l’area vegetativa (perdita o incremento di peso, insonnia o ipersonnia, riduzione del desiderio sessuale), l’area cognitiva (diminuzione dell’attenzione e della capacità di concentrazione), l’area somatica (facile affaticabilità, sintomatologia algica aspecifica), il pensiero (idee di colpa, di rovina, autosvalutazione).
La terapia può variare da un approccio farmacoterapeutico antidepressivo ad un approccio psicoterapeutico benché quello combinato (farmaco-psicoterapeutico) appaia il migliore in termini di prognosi.